preparativi

Come un’enorme creatura gravida, Siviglia si sta preparando al parto.
Si sente nell’aria che sta per succedere qualcosa di grandioso, magnifico e solenne. L’atmosfera è decisamente densa, come il fumo degli incensi accesi agli angoli delle strade; l’attesa cresce come le vibrazioni dei tamburi che si sentono nella notte, come tuoni in lontananza. Guardandosi intorno è impossibile non incappare nello sguardo sofferente di un Cristo piegato sotto la croce e in Madonne che ammoniscono i turisti svagati con le loro lacrime stellate.Il traffico notturno nei vicoli del centro viene bloccato da enormi baldacchini vuoti, portati da decine di ragazzi, i costaleros, che si allenano a sopportare il peso delle raffigurazioni sacre.
La Semana Santa è alle porte. I cittadini sono emozionati, quasi estatici, all’idea. I miei compagni stanno tramando fughe, come se fosse una sciagura dalla quale allontanarsi il più possibile.
Io voglio esserne travolta. Non so cosa mi aspetta. Credo che verrò sopraffatta dal caos che porterà nella pur calma Siviglia, ma sono ben 12 anni che sogno di assistere alle processioni degli “incappucciati”, e adesso ho la possibilità insperata di esserne testimone. Non mi rifugerò in una qualche località di mare…

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